Circondati dall’arte fiorentina
Le pareti della Sala del Colosso sono ricoperte da dipinti di varie dimensioni, disposti come un collage e raffiguranti scene religiose. Questa sezione ospita artisti del XV e dell’inizio del XIV secolo come Filippino Lippi, Alesso Baldovinetti e Paolo Uccello. Va menzionato in particolare il pittore esposto Domenico Ghirlandaio, che ebbe un rapporto speciale con Michelangelo e influenzò profondamente la sua carriera. Tuttavia, il vero pezzo forte di questa sala è la statua marmorea “Ratto di una Sabina” dello scultore e architetto fiammingo Giambologna (John of Boulogne), attraverso la quale espresse la sua maestria artigianale.
Preludio al capolavoro
Per prima cosa entrerai nella Galleria dei Grigioni, il “Corridoio dei Prigioni”, così chiamato per le quattro opere incompiute di Michelangelo, note anche come prigionieri o sculture di schiavi. A causa di problemi economici, non furono mai completate e rimasero quindi allo stato incompiuto. Qui si trovano anche dipinti di artisti del XVI secolo, tra cui Granacci e Andrea del Sarto.
Dettaglio ravvicinato della statua del David | Foto: Unsplash, Taylor Smith La celebre ala della galleria
Attraverso la Galleria dei Grigioni si estende la Tribuna del David, dove sono esposte anche opere del XVI secolo. Per questa ala sono stati scelti artisti influenzati dalla vita e dalle opere di Michelangelo, che rappresentano anche l’antica influenza culturale. Tra questi figurano Francesco Salviati, Agnolo Bronzino e Alessandro Allori. Il vero richiamo di questa sala è ovviamente la celebre scultura di Michelangelo, la statua del David.
Statua del David alla Galleria dell'Accademia Calamita per il pubblico: la statua del David
La scultura era stata originariamente immaginata come parte di una serie di 12 statue di Donatello, destinate ai contrafforti del Duomo di Firenze. Il marmo era già passato per le mani degli artisti Agostino di Duccio e Antonio Rossellino, finché infine Michelangelo non ricevette l’incarico di completarla. Lavorò per 2 anni all’opera, che oggi pesa 6 tonnellate. Divenne presto evidente che una statua di tali dimensioni e peso non avrebbe mai potuto essere collocata sul tetto della cattedrale; per questo il David fu inizialmente posto all’ingresso di Palazzo Vecchio. Il David di Michelangelo rimase in Piazza della Signoria dal suo completamento nel 1504, per poi essere trasferito nella Tribuna. Solo nel 1882 la statua tornò accessibile al pubblico come parte della Galleria dell'Accademia.
Gipsoteca alla Galleria dell'Accademia | Foto: Unsplash, Ruiqi Kong Dal gesso al marmo
Nella Gipsoteca si possono ammirare raffinati modelli in gesso del XIX secolo. Qui si trovano opere di Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni, che servirono da modello per le statue marmoree definitive. Dopo un anno e mezzo di restauri, la sala non solo risplende di un nuovo colore (Accademia Blue), ma è stata anche riorganizzata.
Primo piano di una viola | Foto: Unsplash, Johanna Vogt La musica ti fa battere più forte il cuore?
Se ti interessa la musica classica, questo è il posto ideale per te! Nella Strumenti musicali sono esposti oltre 50 strumenti: dagli strumenti ad arco e a fiato, ai clavicembali, fino alle prime forme di pianoforte. Inutile dirlo, il solo violino rimasto di Antonio Stradivari, del 1690, è il pezzo forte di questa mostra. Prendi l’audioguida per scoprire di più sulle caratteristiche degli strumenti e persino ascoltarne il suono.
I tesori più antichi della galleria
La pittura gotica fiorentina del XIII e XIV secolo si sviluppa in tre sale: Sala di Pacino, Sala di Giotto e Giotteschi e Sala degli Orcagna. Tra gli artisti esposti figurano Pacino di Bonaguida e Bernardo Daddi. La Sala di Pacino ospita le opere più antiche della Galleria dell'Accademia, dipinte su tavola. Nell’ultimo restauro anche questa sala è stata ridipinta e, con il verde Giotto, le decorazioni dorate e le opere risaltano ancora di più.
Un piano più in alto
Al secondo piano della Galleria dell'Accademia, la mostra Lorenzo Monaco e il tardo Gotico si sviluppa in tre sale. Tra gli artisti esposti figurano Jacopo di Cione e Don Silvestro dei Gherarducci. In queste sale espositive si percepiscono i valori socioeconomici e religiosi della Firenze di un tempo, e qui si possono ammirare anche magnifiche pale d'altare.
Statua del David da un'angolazione diversa | Foto: Unsplash, Harold Wainwright La Galleria dell'Accademia risplende di una nuova luce
Per celebrare i 140 anni dal trasferimento della statua del David alla Galleria dell'Accademia nel 1882, per proteggerla dai danni, dal 2022 la galleria splende di nuovo splendore. Il vasto restauro comprende l'aria condizionata e nuovi colori alle pareti, oltre a un sistema di illuminazione LED che mette ora le opere d'arte sotto i riflettori. A colpire in particolare è la statua del David, poiché l'illuminazione imita la luce diurna per valorizzare la superficie della scultura. Anche i dipinti acquistano un nuovo fascino grazie a questa illuminazione innovativa.