1983: il concorso Tête Défense
L'idea nacque dal concorso per completare la prospettiva tra il Louvre e Saint-Germain-en-Laye, con La Défense come punto focale. Johan Otto von Spreckelsen vinse nel 1983 con un cubo aperto, una sorta di finestra sul mondo. Per questo il monumento appare più come una cornice che come un arco tradizionale.
1989: un monumento del bicentenario
La Grande Arche fu completata nel 1989, l'anno del bicentenario della Rivoluzione francese. Sul posto questa data si percepisce bene: simbolismo rivoluzionario, ambizione presidenziale e modernità del quartiere direzionale si incontrano sullo stesso asse nitido.
Un cubo aperto di ingegneria complessa
Il profilo pulito nasconde una struttura complessa. L'edificio raggiunge 110 m, conta 35 piani, copre circa 80.000 m² e si regge su travi precompresse, cemento armato, vetro e rivestimenti in pietra. Dal basso questa ingegneria si traduce in una sensazione particolare: una massa enorme e, insieme, un grande taglio di cielo al centro.
L'eredità del tetto
La ristrutturazione del 2017 riportò per alcuni anni il 35° piano e il belvedere nella vita pubblica, con ascensori panoramici e programmazione culturale. Quel capitolo si è chiuso con la chiusura al pubblico del 2023, quindi oggi la visita va pianificata con attenzione. Il modo migliore per vivere la Grande Arche è leggerne l'architettura da terra e scegliere un altro belvedere aperto se la priorità è lo skyline.