Da riserva di caccia imperiale a spazio pubblico di svago
Per secoli il Prater fu una riserva di caccia imperiale. Tutto cambiò nel 1766, quando l'imperatore Giuseppe II lo aprì al pubblico e permise lo sviluppo di locande e divertimenti. È una scelta che spiega ancora il parco di oggi: non un prato da cartolina perfettamente pettinato, ma un luogo democratico dove mangiare qualcosa, passeggiare, flirtare, pedalare e lasciar scorrere molto piacevolmente un pomeriggio.
Esposizione universale, ruota panoramica e ricostruzione
L'Esposizione universale del 1873 diede al
Prater una scala monumentale, e alla fine del XIX secolo lo spettacolo si intensificò ancora. Nel 1895 aprì qui
Venice in Vienna, e nel 1897 arrivò la
Ruota Panoramica di Vienna. L'area subì gravi danni nella Seconda guerra mondiale e fu ricostruita dopo il 1945: anche per questo il Prater continua a sembrare un luogo che è sopravvissuto, si è adattato e ha continuato comunque a regalare svago.
Il lato verde del Prater oltre il neon
Appena ti allontani dalle insegne luminose, si apre l'altra metà del parco. Il Grüner Prater copre circa 3,27 milioni di m² e la Hauptallee, fiancheggiata da castagni e tracciata già nel 1538, si snoda per circa 4,5 km da Praterstern fino al Lusthaus. Se dopo le giostre senti calare le energie, è qui che la visita passa dal rumore delle attrazioni a un respiro molto più profondo.
Perché ci si torna
Il Prater si presta a stati d'animo molto diversi. Le coppie si lasciano conquistare dal crepuscolo, dalle luci e dalla silhouette della ruota panoramica; le famiglie puntano su prati, ritmo da parco giochi e sulla nostalgica Liliputbahn; chi torna viene per correre, pedalare o semplicemente sentirsi più locale che turista. Pochissimi grandi parchi urbani regalano così tante versioni di uno stesso pomeriggio.