Dal centro di Cerdà al distretto 22@
L'ambientazione vale già metà del discorso. Ildefons Cerdà immaginò Plaça de les Glòries come centro della Barcellona moderna, e oggi la torre si alza accanto alla piazza ripensata in chiave più verde, alla Canòpia Urbana e al distretto 22@ rivolto alla tecnologia. Questo cambio di tono si avverte subito: non è la Barcellona gotica, ma il suo lato più proiettato in avanti.
La torre di Jean Nouvel, alta 144 m
Inaugurato il 16 settembre 2005, l'edificio si innalza per 144 m sopra Avinguda Diagonal e continua a imporsi come un'esplosione di colore nello skyline. Jean Nouvel e b720 gli hanno dato 26 colori laccati, 52.744 pannelli di vetro, una pianta ovale e una cupola che sembra dissolversi man mano che incontra il cielo. Ancora prima di entrarci, si comporta da simbolo urbano e non da semplice torre per uffici.
Addio Torre Agbar, benvenuta Torre Glòries
Molti visitatori continuano a chiamarla Torre Agbar, e quel soprannome ha una ragione precisa: l'azienda dell'acqua l'ha usata per anni come sede. Dal 2015, però, l'edificio si chiama Torre Glòries, e dalla primavera del 2022 il mirador pubblico gli ha dato una nuova identità, quella di un luogo da vivere davvero, non soltanto da fotografare dalla strada. È questo passaggio che rende oggi la tappa degna di un vero itinerario.
Che cosa fa meglio di molti altri questo panorama
Da 125 m di altezza il belvedere offre una lettura di
Barcellona sorprendentemente completa:
Collserola e la torre delle telecomunicazioni da una parte, il Mediterraneo e la costa dall'altra,
Montjuïc verso sud,
Ciutat Vella in lontananza e
Sagrada Familia abbastanza vicina da sembrare quasi una vicina di casa. Qui conta meno la singola cartolina e di più il modo in cui tutta la città si tiene insieme.
Hyperview lo rende più di un semplice belvedere
La visita comincia sotto il livello della strada con Hyperview Barcelona, che racconta la città attraverso dati, infrastrutture, arte e suono prima che l'ascensore ti lanci verso l'alto. È proprio questa sequenza dal piano interrato al cielo a rendere la tappa più pensata di una semplice corsa in ascensore. Ne esci con una comprensione migliore dei sistemi della città, non soltanto delle sue sagome.