Durante il suo periodo di massimo splendore, Pompei era una città di importanza locale moderata, ma non aveva la stessa rilevanza di Ostia, per esempio, o di Ercolano. Si stima che fosse abitata da circa 11.000 persone, una città di medie dimensioni con un porto industriale molto attivo, ma senza particolare importanza politica o culturale. Tutto cambiò quando fu distrutta da un vulcano nel 79 d.C. e dimenticata fino alla sua riscoperta nel 1738. La conservazione della città sotto la cenere, pur fatale per i suoi abitanti, ha fornito agli archeologi e agli storici una ricchissima quantità di materiali. Dagli edifici conservati e dagli oggetti in vendita fino ai resti fisici delle persone morte nell’eruzione, compresi i loro abiti e gli scheletri, gli storici sono riusciti a ricostruire come potesse essere la vita di un cittadino medio dell’Impero Romano. È stata una risorsa inestimabile, tanto che in tutto il mondo gli scolari studiano Pompei e da oltre 250 anni gli scavi non si sono mai davvero fermati.
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