Un vescovo nordafricano dà avvio alla storia del sito
Septimius Celius Gaudiosus, vescovo di Abitina, arrivò a Napoli in esilio sotto la pressione dei Vandali e fu sepolto qui tra il 451 e il 453 d.C. La sua tomba divenne un punto di devozione e, da quel nucleo, il cimitero sotterraneo si ampliò. Così la visita nasce da un'origine umana precisa, non soltanto da gallerie anonime.
Dai simboli del V secolo ai ritratti cranici del XVII secolo
Lungo lo stesso percorso passi dalla simbologia di affreschi e mosaici del V-VI secolo alle composizioni funerarie nobiliari del XVII secolo, in cui teschi e corpi dipinti indicavano il rango sociale. Il contrasto è netto, ed è proprio questo a rendere la visita speciale. Pochi siti sotterranei di Napoli mostrano un salto cronologico così evidente.
Il trasferimento del IX secolo cambiò il ruolo del sito
Nel IX secolo d.C., il timore di furti di reliquie portò a trasferire entro le mura cittadine i resti dei santi, tra cui Gaudioso. La catacomba attraversò poi fasi di abbandono e fu riattivata nel XVI secolo, dopo la riscoperta di un affresco mariano. Ciò che vedi oggi nasce proprio da queste interruzioni stratificate.
Il Rione Sanità dà vita alla visita
Non è una tappa monumentale isolata. Entri attraverso la Basilica Santa Maria della Sanità e percepisci il ritmo del Rione Sanità, dove spazi sacri, strade fitte e vita quotidiana si intrecciano. Questo contesto di superficie rende la visita sotterranea così immediata e memorabile.