Block L e i magazzinieri
I momenti migliori del museo sono minuti e concreti: un campionatore, un gancio, una pinza, un sacco, una balla. Questi oggetti spiegano il lavoro dei Quartiersleute, i magazzinieri che conservavano, controllavano, campionavano e raffinavano merci come caffè, cacao, tè, caucciù e spezie prima che proseguissero nelle reti commerciali di Amburgo.
Una città di magazzini con un costo umano
La storia della costruzione dà ai canali pittoreschi un profilo più netto. Tra il 1885 e il 1927 la Speicherstadt creò circa 330.000 m² di spazi di stoccaggio, nuove strade, canali e 23 ponti, ma il progetto cancellò anche un vecchio quartiere e fece perdere la casa a 19.400 residenti. Con questo contesto, la passeggiata all’esterno acquista spessore e diventa meno decorativa.
Caffè, tè e il quadro UNESCO
Il caffè è il filo conduttore della mostra, dalla raccolta e selezione alla degustazione e agli uffici commerciali un tempo concentrati nel Block O. Il tè ha una sua scena più silenziosa grazie all’allestimento di una vecchia sala di assaggio. Quando torni all’esterno, lo status UNESCO attribuito nel 2015 alla Speicherstadt e al Kontorhausviertel sembra meno un’etichetta e più una storia urbana leggibile.