Hayao Miyazaki, direttore esecutivo del museo e uno dei due geni dietro lo Studio Ghibli, non voleva creare un museo tradizionale e polveroso quando progettò il Museo Ghibli. In un post del blog in cui descriveva i suoi obiettivi per il museo, scrisse che non doveva essere pensato solo per i fan già esistenti, né voleva limitarsi a esporre opere tratte dai film già usciti, ma includere anche nuovi progetti e cortometraggi speciali realizzati apposta per il museo. Voleva che i visitatori potessero capire, semplicemente osservando le esposizioni, cosa cercassero di esprimere gli spiriti creativi degli artisti. Tra le esposizioni ci sono le macchine usate per filmare l’animazione, la ricostruzione dello studio di un art director, opere d’arte e scrapbook utilizzati nel processo di realizzazione dei film, oltre a ricostruzioni a grandezza naturale dei set di alcuni film. C’è anche un piccolo teatro che proietta cortometraggi animati realizzati in esclusiva per il museo.
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