Un museo civico con una voce tutta locale
Questo non è uno spettacolo di palazzi imperiali e nemmeno un museo nazionale che vuole contenere tutto. È un museo di Pechino nel senso più pieno del termine: collezioni, reperti archeologici e mostre permanenti sono disposti per spiegare come la capitale sia stata costruita, abitata, venerata, scritta, dipinta e ricordata. Proprio questa impostazione dà all'intera visita una coerenza rara.
Dalla fondazione del 1981 all'edificio simbolo del 2006
L'istituzione è stata fondata nel 1981, ma il museo che i visitatori conoscono oggi coincide con la sede attuale su Fuxingmen Outer Street, aperta nel 2006. Con 64.000 m², l'edificio ha dato al museo una scala moderna senza fargli perdere la propria personalità cittadina. Ancora oggi si legge più come un punto di riferimento di Pechino che come un contenitore neutro di oggetti.
Le gallerie su Pechino sono il cuore emotivo
Il cuore del museo sta nelle mostre dedicate all'antica capitale e alla vita della vecchia Pechino. Sono queste le sale che trasformano cambi di dinastia, quartieri, usanze e memoria urbana in qualcosa che riesci davvero a immaginare. Se esci ricordando che atmosfera aveva la città, non solo ciò che possedeva, allora il museo ha fatto il suo lavoro.
Le collezioni specialistiche premiano un secondo passaggio
Una volta chiara la storia di Pechino, iniziano a brillare le gallerie specialistiche: ceramiche, bronzi della regione di Yan, calligrafia, pittura, giade, scultura buddhista e oggetti da studio. Conviene affrontarle come un secondo atto, soprattutto se torni qui o viaggi con un forte interesse artistico e sai già quale materiale ti attira di più. Così il museo continua ad aprirsi, invece di appiattirsi man mano che procedi.