Il Palazzo di Ibrahim Pascià cambia tutta l'atmosfera
Il museo occupa il Palazzo di Ibrahim Pascià, un edificio ricondotto a circa il 1524 e considerato una delle più antiche strutture di palazzo sopravvissute a Istanbul al di fuori dei complessi dei sultani. È importante, perché la visita comincia già dall'architettura: i cortili, i volumi e la sensazione di allontanarsi per un momento dal rumore stradale di Sultanahmet.
La storia del museo inizia nel 1914
Dal punto di vista istituzionale, non si tratta di un nuovo marchio culturale calato in mura antiche. Il museo fu fondato nel 1914, si trasferì nel palazzo nel 1983 e riaprì nel 2014 dopo il restauro e un nuovo concetto espositivo. È proprio questa lunga traiettoria a spiegare perché la collezione sembri insieme rigorosa e sorprendentemente accogliente per chi visita.
Le gallerie dei tappeti sono il vero richiamo
Se ricorderai una sola parte della visita, con tutta probabilità saranno i tappeti. Il museo è noto soprattutto per i nuclei provenienti da contesti omayyadi, abbasidi, mamelucchi, selgiuchidi e ottomani, e l'allestimento ha una profondità capace di soddisfare sia chi è alla prima visita sia chi ama davvero il design. Perfino chi pensa che i tessili non facciano per lui spesso cambia idea qui.
Oltre i tessili: manoscritti e vita quotidiana
Non fermarti alle sale dei tappeti. Manoscritti del Corano, calligrafia, opere in legno e metallo, ceramiche e ambienti etnografici ampliano il racconto dalla bellezza di corte alla cultura vissuta, così il museo appare meno come una nicchia specialistica e più come una storia compatta della vita artistica nel mondo islamico. Se prima di tornare fuori ti serve un piccolo momento di decompressione, la vista verso Piazza Sultan Ahmet è il discreto bonus finale.