Costruito a mano dal 1986 al 1992
Il museo nasce dalla collezione di Yiorgis Markakis ed è stato realizzato tra il 1986 e il 1992 dalla famiglia Markakis e da artigiani locali, usando pietra, legno e argilla invece di grandi mezzi meccanici. Questo retroscena conta, perché il luogo continua a sembrare costruito con pazienza più che installato a tavolino. Ancora prima di leggere qualcosa, la materia stessa ti spiega che tipo di museo hai davanti.
Quattro collezioni, un unico paesaggio da attraversare
Il percorso intreccia quattro filoni che sulla carta potrebbero sembrare separati: vita etnografica, flora e minerali di Creta, arte popolare e tecnologia preindustriale. Nella pratica confluiscono l'uno nell'altro, così un giardino di erbe porta naturalmente verso una bottega, uno spazio domestico o un oggetto fatto a mano. È proprio questo flusso che impedisce a Lychnostatis di sembrare una lista da spuntare.
Gli spazi che restano impressi
Le immagini che restano impresse non sono temi astratti, ma luoghi concreti: una casa colonica in pietra, un'abitazione borghese, un frantoio, un mulino a vento, una distilleria di raki, una sala di tessitura, la casa delle api e della cera, la vecchia scuola e la piccola cappella di Panagia Akrokymatousa. Sono proprio questi spazi a dare al museo la sua logica da villaggio. Continui a svoltare un angolo e a trovare un altro frammento di vita operosa.
Un altro volto di Hersonissos
Il comune può raccontare Hersonissos con facilità attraverso costa, hotel e vita notturna, ma Lychnostatis restituisce la memoria più quieta dell'entroterra che si cela dietro la facciata dei resort. È per questo che la tappa funziona così bene quando senti di aver già assorbito abbastanza energia da lungomare turistico. Ti offre una versione più vera e radicata della costa nord di Creta senza chiederti una lunga deviazione.