La Baia romana era una costa di lusso
Dal I secolo a.C. Baia era apprezzata per il clima mite, il paesaggio e le acque termali. Divenne una località di altissimo rango per gli aristocratici e la famiglia imperiale, e questo spiega perché i resti sott'acqua sembrino meno una semplice infrastruttura e più lo scheletro di una costa dedicata al piacere.
Il bradisismo ha fatto sprofondare lentamente la costa
I primi segnali di questo lungo processo di sprofondamento si manifestarono alla fine del IV secolo d.C. È proprio questo movimento geologico lento a spiegare perché la linea di costa antica sia scesa sotto l'acqua lasciando strade, complessi termali e frammenti di ville ancora in situ. Baia è così coinvolgente proprio perché la geologia non ha cancellato la città in modo netto.
I percorsi si leggono ancora come frammenti di una città
Qui non c'è un unico relitto isolato. Nomi come Villa a Protiro, Villa dei Pisoni, Portus Julius, Secca delle Fumose e Terme del Lacus raccontano che il parco conserva frammenti diversi della vita costiera: ville d'élite, terme, strade, strutture portuali e spazi per l'allevamento del pesce. Anche quando vedi un solo percorso, l'idea di città resta intatta.
Punta Epitaffio unisce mare e museo
Qui conta anche la storia della riscoperta moderna. Nel 1969 furono trovate statue a Punta Epitaffio; nei primi anni 1980 lo scavo chiarì il contesto del ninfeo; e nel 2002 il parco sommerso ottenne il suo riconoscimento formale come area protetta. Oggi la visita in mare e la ricostruzione nel Castello di Baia si illuminano a vicenda con grande efficacia.