1831: Samuel B. Ruggles crea la piazza
Nel 1831, Samuel B. Ruggles acquistò il terreno paludoso e lo trasformò in uno dei primi interventi urbanistici davvero consapevoli di New York. Tracciò 66 lotti circostanti e immaginò un cuore verde protetto capace di innalzare il profilo dell'intero quartiere. Questo intreccio tra strategia immobiliare e progetto urbano continua ancora oggi a definire Gramercy Park.
1832-1844: cancellata, chiavi e piantumazione ne definiscono il carattere
La cancellata in ferro fu installata nel 1832 e la prima piantumazione iniziò nel 1844. Queste scelte iniziali ne fissarono fin da subito la personalità: chiuso, ornamentale e legato alle proprietà circostanti più che a un uso urbano aperto. Per questo la piazza continua a sembrare più un giardino privato preservato che un parco newyorkese nel senso più pubblico del termine.
Le facciate completano la piazza
Questo luogo va letto come un insieme, non soltanto come un prato dietro le sbarre. Lungo il perimetro, club, brownstone e case ottocentesche preservate costruiscono l'atmosfera, tra cui The Players Club e il National Arts Club. Se guardi soltanto oltre la cancellata, ti perdi metà di ciò che rende Gramercy Park così insolito e coinvolgente.
1966 e 1988: la tutela conserva intatta l'atmosfera
La tutela come Historic District nel 1966, seguita dall'estensione del 1988, ha contribuito a fissare il ritmo visivo della piazza. Per questo il parco continua a sembrare tranquillo, residenziale e insolitamente controllato anche con le strade trafficate di Manhattan a pochi passi. In una città che si reinventa di continuo, il vero spettacolo è questa continuità.