Incisioni, disegni, rilievi e sculture costruiscono un dialogo misurato intorno a corpo, scala, spazio e architettura. La mostra personale si muove tra processi grafici e rigore scultoreo, invitando a una visita lenta e ravvicinata.
Questa mostra collettiva riunisce Patricia Domínguez, Ines Doujak e Lubaina Himid e tratta il racconto come pratica condivisa, politica e immaginativa. Le opere contrastano le narrazioni univoche e aprono spazio a dialogo, empatia e diversi modi di conoscere.
Il MAC/CCB celebra la Giornata internazionale dei musei con visite guidate gratuite, attività per famiglie e momenti di confronto tra le mostre in corso. Il programma segue il tema ICOM 2026 e presenta il museo come spazio di dialogo, inclusione e riflessione condivisa.
Nella sua prima mostra personale in Portogallo, Frida Orupabo trasforma un archivio di immagini fatto di materiali coloniali, fotografie di famiglia, cultura pop e frammenti digitali in una sequenza di otto momenti. La mostra indaga il modo in cui le immagini portano con sé intimità, violenza, memoria e disorientamento nell'era digitale.
Questa mostra all'Architecture Centre segue la terra cruda dal suo stato di materia e archivio fino alla pratica architettonica contemporanea in Portogallo. Installazioni scientifiche, storiche e collaborative mostrano come il terreno di scavo possa diventare una risorsa costruttiva etica e poetica.
Questa installazione sonora site-specific colloca il richiamo di un Woodland Kingfisher nei giardini del MAC/CCB, collegando il paesaggio pubblico di Belém alle storie coloniali e alle migrazioni. Costituisce un capitolo della serie continua di James Webb There's No Place Called Home.
Questa mostra di taglio retrospettivo segue Ângela Ferreira dai primi lavori degli anni Novanta fino a installazioni, video, fotografie e sculture più recenti. Al centro c'è la sua lunga ricerca su infrastrutture coloniali, memoria storica e forme di resistenza.
La mostra personale di Francisca Carvalho costruisce un linguaggio visivo fitto attraverso collage, disegni, motivi, tessili, pittura e opere su carta. Riprende inoltre le ricerche svolte in Rajasthan e Gujarat su tinture naturali, decorazione a motivi, kalamkari, stampa a blocchi manuale e sperimentazioni con il vetro.
Nella sua prima mostra in Portogallo, Neïl Beloufa trasforma il museo in un ambiente interattivo costruito come capitoli di un videogioco dal vivo. I visitatori attraversano oggetti, scenografie e situazioni guidate da sensori in cui finzione, geopolitica e partecipazione si confondono.
Questa retrospettiva si concentra sui disegni di Marisol Escobar, presentati insieme a sculture, materiali d'archivio e film di Andy Warhol. La mostra considera il disegno come il filo che ha sostenuto per decenni le sue urgenze politiche, il suo disagio e le sue finzioni immaginative.