Il percorso attraversa più di un millennio
Il museo parte dal mondo dei primi coloni e arriva fino all'esecuzione di Jón Arason nel 1550. Lungo il percorso, la linea del tempo tocca il dibattito sulla conversione all'Althing nel 1000 d.C., la battaglia di Örlygsstaðir nel 1238 e l'arrivo della peste nera nel 1402. È questa ampiezza a far sembrare la tappa più grande di quanto lasci intuire la planimetria.
L'artigianato rende le scene memorabili
L'attuale concetto del museo risale a Ernst Backman nel 1999, mentre il museo ha aperto nel 2002. Il laboratorio collegato Saga Design realizza figure in silicone a grandezza naturale, abiti, strumenti, gioielli e armi fatti a mano, e questo dà alle scene un'immediatezza da set cinematografico invece di un tono lontano da manuale. Noti prima il lavoro nei volti e nei tessuti, e solo dopo i fatti.
Grandi è la cornice giusta
Il fatto che il museo si trovi nel quartiere del vecchio porto di Reykjavík è coerente con l'esperienza, perché la zona invita già di suo a un'esplorazione lenta e stratificata. Dopo le sale più scure, tornare su Grandagarður e verso il lungomare più aperto riequilibra rapidamente l'atmosfera. Anche questo contrasto spiega perché la tappa funzioni così bene nel ritmo reale di una giornata in città.